novembre 29 2017 0Comment

Verdun 1916

La battaglia di Verdun fu l’unica grande offensiva tedesca avvenuta tra la prima battaglia della Marna del 1914 e l’ultima offensiva del generale Erich Ludendorff nella primavera del 1918. Ebbe inizio il 21 febbraio del 1916 per terminare nel dicembre dello stesso anno, vedendo contrapposti l’esercito tedesco, guidato dal capo di stato maggiore Erich von Falkenhayn, e l’esercito francese, guidato dal comandante supremo Joseph Joffre. Fu una delle battaglie più grandi di tutti i tempi e sicuramente la più lunga.

Tutto ebbe inizio la vigilia di Natale del 1915 quando lo Stato Maggiore tedesco, per rompere lo stallo che durava da due anni sul fronte occidentale, approvò l’ ‘”Operazione giudizio”, un piano che aveva come scopo preciso l’annientamento delle forze armate francesi. Il luogo scelto per questo piano fu proprio Verdun, una cittadina-roccaforte a duecento chilometri da Parigi, la cui conquista avrebbe spalancato  ai tedeschi le porte di ingresso alla Capitale.
Nei piani del Maggiore Generale tedesco l’importanza morale e propagandistica di un attacco a Verdun avrebbe fatto in modo che tutto lo sforzo francese si riversasse nella difesa di un importante caposaldo; lo scopo era infatti quello di convogliare un gran numero di truppe nemiche in un solo settore, per poi colpirlo con il violento impiego di artiglieria, in modo da infliggergli il maggior numero di perdite possibile.
L’assalto tedesco iniziò il 21 febbraio con la 5a Armata tedesca, comandata dal principe ereditario Federico Guglielmo di Prussia, che bombardò  le trincee davanti alla città, facendo strage di fanteria francese e conquistando importanti linee difensive alla sinistra del fiume Mosa. Il giorno 25 il forte Douaumont, bastione centrale delle difese di Verdun, si arrese ai tedeschi. Quello stesso giorno il comandante in seconda di Joffre, De Castelnau, decise di tenere la sponda destra a qualsiasi prezzo affidando il settore a Philippe Pétain, capo della 2a Armata, la quale elaborò una strategia di difesa per rovesciare le sorti della battaglia.
Per prima cosa fece affluire rifornimenti e rinforzi, fino a 20.000 uomini al giorno, attraverso la “Voie Sacrèe” (unica strada non bombardata dai cannoni tedeschi) e poi, approfittando della pausa delle truppe tedesche, fece affluire i rinforzi intorno a Verdun. L’11 marzo ebbe inizio la seconda offensiva tedesca che si svolse sul lato destro della Mosa. Stavolta furono i francesi a bloccare i tedeschi e il 19 marzo l’offensiva nemica fallì.
Il 1° maggio Pétain venne sostituto con il generale Robert Georges Nivelle mentre il giorno 16 le armate francesi tentarono di riconquistare Fort Douaumont, ma senza successo. La battaglia fu a un punto di stallo; e armate francesi e tedesche finirono in una fornace che fece centinaia di migliaia di morti. Posto di fronte all’alternativa se arrestare l’offensiva o allargare il fronte, Falkenhayn decide di trasformare Verdun in una grande battaglia di logoramento la quale si risolse in un insuccesso strategico tedesco poiché Joffre, anche se in ritardo sui piani iniziali, poté lanciare il 1º luglio la sua offensiva sulla Somme, che impedì ai tedeschi di impegnare a Verdun tutti i mezzi inizialmente previsti.

Verdun costituì un punto di svolta cruciale della Grande Guerra in quanto segnò il momento in cui il peso principale delle operazioni nel fronte occidentale passò dalla Francia all’Impero britannico, fece svanire le ancora concrete possibilità della Germania di vincere la guerra e influenzò in parte l’entrata in guerra degli Stati Uniti d’America nel conflitto.
Questa spaventosa battaglia divenne una sacra leggenda nazionale in Francia, sinonimo di forza, eroismo e sofferenza. Coinvolse quasi i tre quarti delle armate francesi, e benché nella storia (e nella stessa prima guerra mondiale) siano state battaglie anche più cruente, Verdun detiene probabilmente il non invidiabile primato di campo di battaglia con la maggior densità di morti per metro quadro.
Le vittime ufficiali, tra morti e feriti, furono 377.231 ma il loro numero reale fu probabilmente attorno a 542.000 soldati, mentre quelle tedesche furono invece 434.000; questo ‘olocausto’ di vite umane fu provocato in massima parte dalla sola forza distruttrice dell’artiglieria. Il risultato più immediato di questa battaglia, che in certi casi ossessionò le menti di migliaia di giovani soldati, mentre in altri ne spense la vita, fu il passare di mano di pochi metri di terreno sconvolto dalle continue esplosioni, mentre quello finale non lo potremo mai quantificare, ma solo leggerlo sui volti e negli occhi di quei uomini che alla battaglia parteciparono.

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