dicembre 05 2017 0Comment

Mitragliatrice Saint-Étienne mod. 1907

La Saint-Étienne mod. 1907 o Saint-Étienne Mle 1907 (mle è l’abbreviazione del francese modèle, modello) fu la mitragliatrice pesante dell’esercito francese dal 1914 fino al 1916, quando fu sostituita gradualmente dalla Hotchkiss Mle 1914. Successivamente le Saint-Étienne furono vendute ad altre nazioni o trasferite su fronti minori.

Nel 1893, il capitano Adolph von Odkolek, ufficiale dell’esercito asburgico, ideò e costruì un prototipo di mitragliatrice che utilizzava il recupero dei gas di espulsione dei proietti per muovere la culatta e permettere il caricamento e lo sparo automatico. Propose la sua invenzione alla ditta francese Hotchkiss la quale la mise in produzione come modello 1897 e poi modello 1900.
Il governo francese comprò un fornitura di mitragliatrici modello 1900, chiedendo poi ai propri arsenali di produrre una mitragliatrice analoga; l’arsenale di Puteaux costruì così il modello 1905 che implementava due migliorie: un sistema di recupero del gas posto anteriormente alla canna ed un meccanismo per regolare la cadenza di tiro da 8 a 650 colpi al minuto. A seguito di problemi di raffreddamento e di efficienza questo modello venne utilizzato nei territori d’oltremare e nelle fortificazioni. Il governo richiese alla Manufacture d’armes de Saint-Étienne (MAS), azienda di stato, una versione migliorata del modello 1905: venne realizzato il modello 1907, che però continuava ad essere composto da un numero di componenti distinte doppio rispetto al modello della Hotchkiss Mod 1914.
Nei primi mesi del 1914 tutte le armi in dotazione furono modificate, e gli fu assegnata la denominazione 1907 T (T come “transformé”, “modificato” in lingua francese). Vennero dotate di un nuovo regolatore anulare dei gas per variare la cadenza di tiro, un sistema di mira che compensava le deformazioni da calore e un sistema d’alimentazione modificato per poter utilizzare i nastri in tela da 300 colpi. Nonostante le modifiche, i problemi di raffreddamento e manutenzione fecero del modello 1907 un’arma poco apprezzata dalle squadre al fronte: i metalli impiegati non resistevano al surriscaldamento e la complessità dei suoi meccanismi era incompatibile con l’ambiente difficile delle trincee. A partire dal luglio del 1917, il modello 1907 venne ritirato dalle unità di prima linea e sostituito dalle Hotchkiss Mod. 1914. La produzione cessò nel novembre del 1917. Le armi ancora efficienti, invece, furono in parte inviate nei territori coloniali francesi ed in parte vendute all’Italia; l’autoblindo Ansaldo-Lancia 1ZM era equipaggiata con tre Saint-Étienne. Alcuni esemplari di Saint-Étienne vennero utilizzati dall’esercito statunitense in Messico nel 1917 e, sempre nel 1917, furono inviati 2.000 esemplari di mitragliatrice in Grecia come aiuto alla ricostruzione dell’esercito. Nel 1940, una piccola quantità era ancora in servizio nell’esercito francese, presso unità della riserva o dell’antiarea.

Il funzionamento della Saint-Étienne mod. 1907 si basava sull’estrazione dei gas da un orifizio posto a metà della canna la quale azionava un pistone verso l’avanti che, attraverso un’asta di rinvio, muoveva un sistema cremagliera-settore dentato-camma che invertiva il movimento per permettere lo sbloccaggio della culatta ed il suo ritorno indietro; la culatta, arretrando, espelleva il bossolo usato. Una molla di ritorno posta sull’asta del pistone pneumatico imprimeva movimento verso l’avanti della culatta ed azionava un sistema di ingranaggi che raccoglieva il proiettile sulla piastra del caricatore e lo inseriva nella camera di scoppio. La culatta, così, si bloccava ed il percussore colpiva la cartuccia facendo partire il colpo.
L’arma aveva due grilletti, uno per il colpo singolo e uno per il tiro automatico mentre il sistema di regolazione della cadenza di tiro interveniva sulla quantità di gas prelevata dalla canna attraverso un sistema di fori calibrati che venivano selezionati da un tamburo di regolazione posto attorno alla canna; questo sistema riduceva la forza di rinculo dell’arma, rendendola più stabile, grazie al moto contrario delle masse del pistone e della culatta.
Quest’arma aveva però il difetto di mal adattarsi alle condizioni ambientali difficili della guerra di trincea poiché spesso si inceppava a causa della polvere e del fango; inoltre, come detto, l’arma presentava grosse difficoltà di raffreddamento che venivano parzialmente risolte con la sostituzione frequente della canna.
L’arma era servita da quattro uomini, un caporale capo-pezzo, un tiratore, un servente ed un aiuto-servente ed era affustata su di un tripode, denominato “Affut-trépied modèle 1907C“, composto da un treppiede, un affusto ruotante, un manovellismo per la regolazione dell’alzo ed un seggiolino per il mitragliere. Oltre al treppiede erano disponibili altri accessori per l’arma, quali una parafiamma, un affusto antiaereo, un sistema di mira anteriore e posteriore, un periscopio e un kit di ricambi e manutenzione. La mitragliatrice poteva essere trasportata a dorso di mulo, divisa in tre fardelli o su di un carro trainato da due animali.

Il funzionamento e la complessa manutenzione sono ampiamente descritti nel libro di Carlo Emilio Gadda, Giornale di guerra e di prigionia in cui descrive la sua esperienza, nella Prima guerra mondiale, di ufficiale nel corpo degli Alpini assegnato ad un battaglione equipaggiato con le Saint-Étienne.

marco

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