dicembre 14 2017 0Comment

L’aereo tedesco Fokker Dr.I

Il Fokker Dr.I (conosciuto anche come Dreidecker) fu un triplano monomotore prodotto dall’allora azienda tedesca Fokker negli anni Dieci del Novecento. Utilizzato dalla Luftstreitkräfte (l’aeronautica militare tedesca imperiale) nelle ultime fasi della Prima guerra mondiale, è noto per essere stato il velivolo sul quale volò il famoso aviatore Manfred von Richthofen, meglio conosciuto come il Barone Rosso.

Il Dr.I venne progettato da Anthony Fokker e Reinhold Platz. I due progettisti avevano lavorato ad una serie di velivoli sperimentali per tutto il 1916. Caratteristica di questi progetti era l’ala scatolata, una soluzione che puntava a ridurre la resistenza aerodinamica del velivolo per renderlo più veloce; ma uno dei problemi di questa soluzione era però dato dal peso superiore che di fatto vanificava gran parte del vantaggio ottenuto.
In quel periodo le forze aeree britanniche immisero in servizio il Sopwith Triplane, un velivolo che si dimostrò superiore agli aerei tedeschi allora in servizio. Pertanto venne richiesto un nuovo aereo che avesse una configurazione triplana; tra le diverse ditte che parteciparono ci fu anche la Fokker che presentò un velivolo sperimentale al quale venne assegnata la designazione V.3. Il V.3 dimostrò, però, di avere problemi di vibrazioni alle ali e di controllo e pertanto venne modificato dalla Fokker che lo chiamò V.4. A questo velivolo vennero aggiunti dei montanti che limitavano l’elasticità dell’ala; altre modifiche al velivolo furono l’aggiunta di alettoni controbilanciati e di ali di maggiore apertura. Il V.4 si dimostrò molto maneggevole e superiore rispetto ai prototipi presentati dalle altre industrie; i controlli erano rapidi e leggeri, sebbene gli alettoni non si dimostrassero molto efficienti, ed inoltre era capace di virate molto strette.
Ne venne quindi ordinata immediatamente la produzione. Prima però di passare alla produzione vennero realizzati due esemplari di pre-produzione designati F. I. Il 28 agosto del 1917 i due velivoli, matricole 102/17 e 103/17, vennero provati da Manfred von Richthofen e Werner Voss i quali ne apprezzarono le capacità di virata e la notevole velocità di salita. In seguito il velivolo 102/17 verrà abbattuto il 15 settembre con ai comandi Kurt Wolff seguito pochi giorni dopo dal 103/17 pilotato dallo stesso Voss. La produzione vera a propria iniziò nell’ottobre del 1917; i velivoli presero la designazione Dr.I.

Per alcuni aspetti il Fokker Dr.I rappresentava un passo indietro rispetto ai caccia in servizio in quel periodo presso i due schieramenti. Era infatti più lento dei caccia alleati, degli Albatros e dei ricognitori Pfalz che doveva sostituire. Alle alte quote, a causa del basso rapporto di compressione del motore, le prestazioni di tale velivolo peggioravano sensibilmente. Con il procedere del conflitto iniziò a scarseggiare l’olio lubrificante (olio di ricino) la quale venne sostituito da un derivato di bassissima qualità che però causò molte avarie. Riguardo le caratteristiche di pilotaggio il Fokker Dr.I era difficile da far atterrare e, una volta a terra, si dimostrava incline a capovolgersi. L’abitacolo era piccolo e stretto con le armi sistemate molto vicine al corpo del pilota; in caso di atterraggio di emergenza era molto facile che il pilota riportasse gravi ferite alla testa.
Verso la fine dell’ottobre del 1917 i tenenti Heinrich Gontermann e Günter Pastor morirono a causa di un cedimento strutturale delle ali mentre erano in volo. L’ispezione che seguì rivelò una scarsa qualità nella realizzazione delle stesse; venne quindi aperta una inchiesta e i Dr.I furono subito messi a terra. Alla fine la soluzione fu trovata in un miglioramento della qualità di costruzione e in una migliore protezione dagli effetti dell’umidità. L’azienda Fokker, inoltre, fu costretta a proprie spese ad apportare questi cambiamenti sui triplani già costruiti. Nonostante l’aereo venisse riammesso in servizio, e i problemi dell’ala fossero in gran parte risolti, il Dr.I non riguadagnò mai la completa fiducia dei piloti. I problemi strutturali evidenziati dal caccia preclusero qualsiasi possibilità di ottenere grandi ordinativi; sebbene rimase in produzione fino al maggio del 1918, furono alla fine 320 gli esemplari realizzati. Appena divenne disponibile in grandi numeri il modello D.VII, il Fokker Dr.I venne ritirato dalla prima linea ed utilizzato nelle unità di difesa o come addestratore.

Al termine del conflitto il Dr. I subì le sorti previste dalle restrizioni imposte dal Trattato di Versailles (1919). Dell’intera flotta di velivoli militari tedeschi requisiti solo una parte vennero ceduti alle nazioni vincitrici a titolo di parziale risarcimento di guerra. I Dr.I superstiti vennero quasi totalmente avviati alla distruzione. Attualmente esistono solo alcune parti originali del Dr.I distribuite in diversi musei sparsi nel mondo. Tuttavia il fascino che rappresentò questo modello di aereo indusse numerosi appassionati a realizzarne negli anni repliche, sia in scala 1:1 che ridotta, commissionate per musei aeronautici oppure utilizzate nei film e nelle collezioni museali.

marco

Scrivi un commento o una risposta