dicembre 04 2017 0Comment

La Quinta battaglia dell’Isonzo

La Quinta battaglia dell’Isonzo si combattè tra il 9 e il 15 marzo 1916 tra l’esercito italiano e quello austro-ungarico. Dopo gli accordi della conferenza di Chantilly del 15 novembre 1915 e l’attacco tedesco a Verdun il 21 febbraio 1916 la Francia, in grave difficoltà, aveva dato l’ordine all’alleato italiano di attaccare per spostare l’attenzione degli Imperi Centrali da Verdun. Cadorna fu così costretto a lanciare l’11 marzo 1916 la Quinta Battaglia dell’Isonzo; organizzata frettolosamente, gli obiettivi principali della battaglia non cambiarono rispetto al 1915.

La battaglia quindi si svolse sul Carso e sulla testa di ponte della cittadina di Tolmino. Gli obiettivi della 2ª Armata italiana erano il Mzli, il Santa Maria, il Podgora, la Cima 4 del monte San Michele, le trincee della Cappella Diruta e infine San Martino del Carso, da dove provenivano i rinforzi austro-ungarici diretti alle linee sul monte. In realtà più che di una vera e propria battaglia furono questi brevi scontri, con l’intento di tenere occupato il nemico, senza che vi fosse un bersaglio ben preciso: gli attacchi erano infatti a discrezione dei singoli comandanti e non dell’Alto Comando.
In seguito gli scontri andarono affievolendosi a causa delle condizioni climatiche sfavorevoli. Le truppe schierate nel settore del Monte Rombon, ad esempio, si trovarono impossibilitate a muoversi, per l’abbondante neve ancora presente, cosa che le fece diventare facile bersaglio per le mitragliatrici avversarie.
Il maltempo, poi, bloccò le operazioni verso il monte Santa Maria, nella zona di Tolmino; la 3ª Armata, mancando il sostegno della 2ª e con le truppe bloccate dal fango (che avevano messo fuori uso molto materiale bellico) riuscì a compiere solo una forte azione di artiglieria contro gli obiettivi assegnati.
In maggio i soldati italiani dovettero inoltre affrontare una controffensiva austro-ungarica sul Trentino che costrinse il generale Cadorna a spostare mezzo milione di uomini dal Carso al Trentino, comportando un affievolirsi degli scontri sull’Isonzo che in breve tempo cessarono completamente. Nei dintorni di Gorizia piccoli scontri tra i due eserciti continuarono per mesi.
Il 29 giugno del 1916 vi fu il primo attacco austro-ungarico con il gas tossico. Colti nel sonno, nelle linee del Monte San Michele, 2 700 soldati italiani morirono e circa 4 000 rimasero gravemente intossicati. I fanti italiani dell’XI Corpo d’Armata, guidati dal generale Giorgio Cigliana, riuscirono comunque a fermare il nemico, rimediando a quello che sembrava ormai irrimediabile. La distruzione della Strafexpedition austro-ungarica rialzò così il morale degli italiani che ottennero una prima vera vittoria.

La Quinta Battaglia dell’Isonzo terminò il 15 marzo senza sostanziali modifiche in avanti del fronte.

marco

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