novembre 29 2017 0Comment

La mitragliatrice Schwarzlose

La Maschinengewehr Patent Schwarzlose M.07/12 fu la mitragliatrice pesante d’ordinanza dell’’esercito imperiale austro-ungarico durante la Prima guerra mondiale. Oltre che nella Grande Guerra, quest’arma venne impiegata anche nel secondo conflitto mondiale.

Venne progettata dal tedesco Andreas willhelm Schwarzlose ( 1867-1936), già progettista di armi corte; nel progettare quest’arma Schwarzlose basò i suoi studi su due presupposti: evitare la canna mobile e l’otturatore tipo Maxim e i sistemi di presa gas considerati all’epoca delicati e soggetti a sporco e corrosione. L’unica soluzione per evitare questi due ‘inconvenienti’ era di creare un’arma automatica di grosso calibro con chiusura non stabile. Il problema venne risolto creando una sorta di ‘svantaggio meccanico’ attraverso un sistema di leve che permetteva di disperdere l’energia in eccesso permettendo al meccanismo di rimanere a ‘tempo’. In pratica le leve permettevano una resistenza dell’otturatore ad intensità graduale che però si riduceva gradualmente durante il moto retrogrado per permettere il giusto moto dei cinematismi. Le varianti iniziali della M.07/12 avevano una cadenza di tiro di circa 400 colpi/minuto, poi incrementate a 580 utilizzando una molla più forte; il proiettile, prima di essere inserito nella camera di sparo, veniva lubrificato con una piccola quantità di olio.

L’arma rese un ottimo servizio alla fanteria austro-ungarica dimostrandosi robusta ed affidabile in ogni condizione ambientale. Questa mitragliatrice conobbe un moderato successo commerciale negli anni precedenti la Prima guerra mondiale. Oltre all’esercito austro-ungarico, che però impiegava la versione calibro 8 mm, venne adottata dalla Grecia e dai Paesi Bassi che invece utilizzavano la versione calibro 6.5 mm. Altri esemplari vennero impiegati dalla Russia e dal Regno d’Italia; quest’ultimo la impiegò in migliaia di esemplari per armare le proprie truppe coloniali.
Generalmente questa mitragliatrice era montata su un treppiede, alimentata a nastro e raffreddata ad acqua. Nell’impiego terrestre era servita da almeno tre uomini: un capo squadra, un mitragliere e un addetto alle munizioni; spesso a questi tre ve ne era un quarto incaricato di trasportare il treppiede. Esisteva per quest’arma anche una versione ‘da portare in spalla’, dotata di un bipiede ripiegabile incernierato vicino alla canna la cui piastra in legno, munita di un attacco al centro, era trasportata a spalla. Quando si doveva sparare, la piastra veniva appoggiata a terra e l’arma veniva incernierata sull’attacco al centro della piastra stessa.
Un ulteriore variante di Schwarzlose fu quella usata come arma da postazione fissa, sia terrestre che su navi. Vi fu, infine, la versione impiegata dalle k.u.k. Luftfahrtruppen (Aviazione Imperiale e Regia) austro-ungariche come arma da aereo, un ruolo in cui però non eccelse. Essa era usata sia per il tiro in avanti, sia nella postazione difensiva degli aerei: per il tiro in avanti, essa sparava attraverso l’elica con cui era sincronizzata. Tuttavia questa sincronizzazione risultò imperfetta e questo costrinse ad adottare dei proiettili dotati di uno speciale propellente che permetteva al pilota di capire se i proiettili stavano colpendo l’elica.

Dopo la Prima guerra mondiale l’arma venne impiegata da varie nazioni nate dalla disgregazione dell’Impero Austro-Ungarico. Venne altresì impiegata anche da Aeronautiche di paesi orientali il cui maggiore utilizzatore fu la Polonia. Durante la Seconda guerra mondiale venne impiegata da molti paesi compresa la Germania.

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