febbraio 19 2018 0Comment

La Cengia Martini

Scorcio della cengia Martini nel 1917 (Foto tratta da primulablog.com/tag/cengia-martini)

La Cengia Martini è una cengia, cioè una parete rocciosa, che si trova sulla parete sud del Piccolo Lagazuoi. Essa prende il nome dal comandante degli Alpini, il Maggiore Ettore Martini, la quale con i suoi soldati vi si attestò nell’ottobre 1915 creando così un grosso problema agli Austriaci; gli italiani, in questo modo, da quella postazione potevano controllare, ed anche disturbare, tutte le azioni che si svolgevano nella zona del Passo Falsarego togliendo libertà di movimento ai nemici anche se, però, gli stessi italiani si trovavano circondati su ben tre lati dal nemico. Più volte gli austro-ungarici provarono a scacciare gli italiani da quell’arroccamento anche se con scarsi risultati mentre, dal canto loro, gli alpini non riuscirono mai a conquistare la vetta del Lagazuoi. A questo punto tra i due eserciti si creò una situazione di stallo con gli austro-ungarici che provarono in ogni modo a cacciare gli italiani, attraverso colpi d’artiglieria o cercando di calarsi dalla cima, e con gli Alpini che ogni volta dovevano difendere la loro postazione ad ogni costo.
Per poter meglio difendersi gli Alpini costruirono lungo la cengia una vera e propria fortezza provvista di cucina, fureria (ovvero l’ufficio amministrativo di un reparto militare), ricoveri per la truppa, una centrale telefonica e un posto di medicazione; ancora oggi questi ambienti sono visitabili, grazie anche ad un accurato lavoro di recupero storico che ha saputo creare un vero e proprio “museo all’aperto”, affinché i molti escursionisti che ogni anno la visitano possano meglio comprendere gli enormi sforzi ed il valore di quei soldati.
Visti falliti tutti i tentativi di scacciare gli Italiani da quella posizione, gli austro-ungarici pensarono bene di far esplodere la cengia utilizzando le mine. Furono ben quattro le mine che gli austro-ungarici fecero esplodere cambiando di fatto la conformazione della parete; tre di queste furono fatte esplodere quando la postazione era presidiata dagli Alpini del Val Chisone, comandata da Martini, mentre l’esplosione della quarta la subì il battaglione Monte Granero. Anche gli Italiani fecero brillare alcune mine. Una di queste fu quella che esplose il 20 giugno 1917 e che fece saltare un’ante cima dove si trovava un fastidioso avamposto austriaco. Per poter collocare la mina sotto l’ante cima Martini fece scavare una galleria, lunga poco più di un chilometro, che dalla cengia portava fino a quota 2.668. Anche questa galleria è oggi visitabile essendo stata messa in sicurezza.

Veniamo ora all’itinerario. Per arrivare alla Cengia Martini ci si arriva da Cortina d’Ampezzo, attraverso il passo Falzarego (ss 48). Si può visitare la galleria e la cengia partendo dall’alto e prendendo la funivia che porta al Rif. Lagazuoi (l’ingresso si trova poco sotto il rifugio) oppure dal passo Falzarego (mt.2117), attraverso il sentiero segnato 402-401; solitamente il più usato è certamente il primo itinerario. La visita alla galleria è sicuramente una tappa molto interessante per poter ammirare il lavoro svolto dai soldati Italiani nel grande conflitto. Si tratta di un percorso molto suggestivo all’interno della parete con alcune finestre che si affacciano direttamente sulla cengia, completamente attrezzato e messo in sicurezza con funi d’acciaio. Anche la visita alla Cengia risulta molto interessante grazie, come detto prima, ad un buon lavoro di recupero storico e di messa in sicurezza di alcuni tratti. Per discendere dalla cengia, dopo averla visitata, occorre seguire il sentiero 402 fino al passo Falzarego.

marco

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