novembre 29 2017 0Comment

Il Barone Rosso

È conosciuto con l’appellativo di Barone Rosso (Der Rote Baron), anche se in realtà si chiama Manfred Albrecht von Richthofen (1892-1918). È ricordato come un asso dell’aviazione, più precisamente come l’ “asso degli assi”, essendogli ufficialmente accreditate 80 vittorie aeree durante la Prima guerra mondiale. L’appellativo di Barone Rosso gli venne appunto dal fatto che molti degli aerei da lui pilotati erano completamente dipinti di rosso.

Quello che per i francesi era Le diable rouge e per gli inglesi the Red Baron, nacque a Breslavia in Germania (oggi invece in Polonia), sotto il Kaiser Guglielmo II. Ancora bambino si trasferì con la famiglia a Schweidnitz (l’odierna Swidnica, Polonia). Nel periodo della gioventù praticò caccia ed equitazione e, completato l’addestramento nel corpo dei cadetti, nella primavera del 1911 venne assegnato al 1º Reggimento Ulani “Imperatore Alessandro III”. Sottotenente nel 1912, il 2 agosto del 1914 attraversò la frontiera russa con il suo reggimento.
Il 23 settembre del medesimo anno ricevette la Croce di Ferro, prestando servizio anche in trincea. Nel maggio del 1915 venne accolta la sua domanda d’ingresso nella Luftstreitkräfte, cioè in aviazione e, superato l’addestramento, nei primi di giugno venne destinato a Colonia al 7º Reparto Complementi dell’aviazione per un corso osservatori. Nei successivi mesi di giugno, luglio e agosto del 1915 tornò al fronte orientale operando come osservatore aereo.
Il 21 agosto, in seguito a un nuovo improvviso trasferimento, venne assegnato a Ostenda dove iniziò l’addestramento come osservatore su un “aereo da battaglia”; ebbe il suo primo duello aereo il 1º settembre del 1915 contro un apparecchio inglese mentre segnò la sua prima vittoria nel corso della battaglia della Champagne dove abbatté un Farman biposto, che però precipitò in territorio alleato, per cui, secondo le regole del tempo, non gli fu accreditata la vittoria.
Il 1º ottobre, sempre del 1915, conobbe Oswald Boelcke, miglior pilota da caccia tedesco dell’epoca, che molto contribuì al futuro successo di Richthofen. Nel marzo del 1916, dopo aver superato gli esami da pilota a Doeberitz, gli venne  assegnato il 2º Stormo da combattimento, in quel periodo a Verdun. La sua prima vittoria da pilota da caccia risale al 26 aprile 1916 quando abbatté un Nieuport sul forte di Douamont, ma di nuovo l’aereo cadde entro le linee alleate e non gli venne pertanto accreditata la vittoria.
Nel giugno del 1916 venne trasferito in Russia con tutto il suo reparto, operando prevalentemente come bombardiere dalla base di Kowel. In agosto Boelcke, giunto a Kowel alla ricerca di piloti per lo Stormo da Caccia da portare in combattimento sulle Somme, chiese personalmente a Richthofen se voleva far parte di questo stormo e questi accettò. Il 17 settembre 1916, nei pressi di Cambrai, costrinse un aereo inglese all’atterraggio nei pressi d’un campo di volo tedesco: fu quella la sua prima vittoria ufficialmente riconosciuta.
Alla fine del 1916 Richtofen venne decorato con il “Pour le mérite”, in occasione della sua sedicesima vittoria, e gli venne affidato il comando della Jasta 11, abbreviazione di Jagdstaffel, in seguito diventata nota come il Circo Volante (in virtù dei vivaci colori degli aerei e per l’abilità dei piloti scelti personalmente da Richtofen); tra questi piloti ve ne fu uno, poi diventato famoso, Hermann Goering (futuro capo della Luftwaffe e massimo gerarca nazista).
Nel giugno del 1917 ricoprì l’incarico di comandare di una nuova unità appena formata, il Primo stormo da caccia, che doveva contrastare le forze del Royal Flying Corps britannico. Il 21 aprile 1918 Richthofen decollò dal campo di Cappy con altri nove piloti, fra cui suo cugino Wolfram von Richthofen, alle sue prime missioni di guerra. insieme  incontrarono i Sopwith Camel della 209ª squadriglia della neonata Royal Air Force. Accorgendosi che suo cugino, rimasto ai margini del combattimento aereo, era in pericolo il Barone Rosso decise di inseguire il giovane tenente canadese Wilfrid May che intanto cercava di allontanarsi con la mitragliatrice inceppata. Vedendo il triplano di Richthofen in procinto d’attaccare May, il capitano Arthur Roy Brown, altro pilota canadese, decise a sua volta di attaccare il Barone Rosso il quale desistette dall’inseguimento compiendo però l’errore di virare, per tornare indietro, sopra una delle zone più munite del fronte della Somme. Colpito dai proiettili provenienti dalle trincee il triplano rosso atterrò intatto in una zona controllata dagli australiani; secondo alcuni testimoni oculari Richthofen era già morto, riverso sulla cloche, mentre secondo altri sopravvisse ancora alcuni minuti prima di emettere un ultimo sospiro. Il capitano Arthur Roy Brown non rivendicò mai ufficialmente la vittoria, sostenendo che l’abbattimento fu dovuto al sergente Popkin o all’artigliere Robert Buie della contraerea australiana. Von Richthofen avrebbe compiuto, undici giorni dopo, ventisei anni di età.
Le spoglie del Barone Rosso furono ospitate nel cimitero del villaggio di Bertangles, vicino ad Amiens. Conclusasi la guerra, nel 1919 vennero traslate nel Cimitero Militare Tedesco di Fricourt, sulla Somme. Il 16 novembre 1925 fu accolto da una folla raccolta a Kehl, dove gli vennero tributati grandi funerali di stato, e seppellito assieme ai più grandi eroi tedeschi nell’Invalidenfriedhof (Cimitero degli invalidi) a Berlino.
Dopo la Seconda guerra mondiale, questo cimitero si ritrovò nel settore Est di Berlino. Temendo che la tomba non venisse più curata, la famiglia chiese e ottenne, nel 1976, la traslazione delle spoglie a Wiesbaden, nella cappella di famiglia.

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