novembre 29 2017 0Comment

I Landesschützen

I Landesschützen, (“fucilieri regionali”), erano un corpo di fanteria leggera appartenente alle truppe da montagna della k.k. Landwehr (l’esercito nazionale austriaco); erano reclutati esclusivamente nel Tirolo, sia quello di lingua tedesca che italiana. Assieme a questo corpo vi erano i Gebirgsschützen (“fucilieri di montagna”), reclutati invece in Stiria, Carinzia e Alta Austria.

Nel 1867 l’Impero d’Austria adottò un nuovo assetto istituzionale e divenne Impero austro-ungarico (Oesterreichisches-Ungarisches Reich). Come conseguenza di questo, si crearono all’interno dell’Impero due entità nazionali con un proprio Parlamento e una propria autonomia amministrativa: l’Impero Austriaco (Kaisertum Österreich) e il Regno d’Ungheria (Magyar Királyság).
Monarca unico di entrambi i regni fu l’Imperatore Francesco Giuseppe I, Imperatore d’Austria e Re d’Ungheria. Al Regno d’Ungheria venne concesso un proprio esercito nazionale, chiamato Magyar királyi honvédség (Regio Esercito Ungherese), incaricato della difesa territoriale dell’Ungheria. Nel 1869 anche il Parlamento austriaco volle un proprio esercito e così venne creata una forza militare austriaca, la kaiserlich-königliche Landwehr, o k.k. Landwehr, dotata di cavalleria e artiglieria.
In seguito alla legge regionale del 1870, la  “Regola per la Difesa Territoriale del Tirolo”, vennero creati all’interno della k.k. Landwehr dieci battaglioni di Landesschützen (“tiratori territoriali”); questa decisione si basava sul famoso Landlibell emesso dall’Imperatore Massimiliano I d’Asburgo nel 1511, che di fatto esentava i tirolesi dal servizio militare nell’Impero a patto però che questi provvedessero alla difesa del Tirolo.
Va sottolineato, caro lettore, che quando parliamo del Tirolo intendiamo tutta la regione denominata Contea Principesca del Tirolo (Gefürstete Grafenschaft Tirol) che si estendeva dalla cittadina di Kufstein, situata sul fiume Inn, fino alla località di  Borghetto sull’Adige.
Nel 1893 con i dieci battaglioni vennero formati i reggimenti I, II e III (quest’ultimo nel 1903) dei Landesschützen; nel 1906 i reggimenti I e II vennero dichiarati di “alta montagna” ed inquadrati nelle k.k. Gebirgstruppe; fu così che i Landesschützen tirolesi divennero le prime truppe alpine dell’area linguistica tedesca. Nel 1914, allo scoppio della Prima guerra mondiale, questi tre reggimenti vennero inquadrati nella 88ª Brigata Landesschützen, a sua volta facente parte della 44ª Divisione Landwehr. Due anni dopo, sulla base dell’esperienza maturata nel conquistare e tenere le vette alpine, anche nella stagione invernale, vennero create le Hoch-Gebirgskompanie, le “Compagnie d’alta montagna”, con addestramento ed equipaggiamento speciale per le quote più alte e le condizioni più difficili; a queste, ben presto, si affiancarono le Bergführerkompanie (compagnie guide alpine).

Uniforme ed equipaggiamento dei Landesschützen

Berretto da ufficiale del I Reggimento.

L’uniforme dei Landesschützen era la medesima della Landwehr austriaca: giubba a un petto con colletto chiuso e dritto (Stehkragen), mostrine verdi, bottoni di zinco e controspalline, pantaloni dritti, berretto con fascia abbassabile e infine pastrano di panno grigio-azzurro chiaro; un cinturone di cuoio nero con fibbia in metallo a placca, recante l’aquila bicipite, e la baionetta con relativo fodero completavano la tenuta da servizio.
La divisa ordinaria (Waffenrock) da parata e da servizio degli ufficiali era composta da una giubba a doppio petto color grigio-azzurro chiaro con bavero e paramani color verde erba, pantaloni neri con bande laterali in velluto verde-erba e berretto a visiera in velluto nero. Sulla giubba gli ufficiali dei Landesschützen portavano delle spalline semifisse in velluto verde erba, bordate con un filo d’argento e fermate da un bottone di metallo argentato che recava impresso, in numeri romani, il numero del reggimento.

Mostrina da Maggiore delle truppe da montagna.

Al centro delle controspalline vi era ricamato il monogramma imperiale sormontato dalla corona imperiale. Nel 1908 venne adottata un’uniforme da combattimento, specificamente studiata per le truppe da montagna, in panno di lana grigio-azzurro e composta da una giubba con tasche applicate, pantaloni alla zuava, calzettoni di lana al ginocchio e scarponi alpini di cuoio grasso pesantemente chiodati, anche sui bordi. Sul colletto rivoltato della giubba erano portate delle mostrine rettangolari in panno verde erba con le insegne di grado. Gli ufficiali portavano come uniforme da campo la stessa divisa, con un cinturone differente.

L’equipaggiamento da campo e da combattimento era praticamente il medesimo previsto per la fanteria della Landwehr. Esso si costituiva di:
•    un cinturone e spallacci in cuoio nero, tascapane in tela, borraccia;
•    gavetta in ferro stagnato o, dal 1913, in ferro smaltato a fuoco;
•    borraccia in ferro smaltato provvista di gavettino con manico inserito nella parte posteriore;
•    4 giberne in cuoio marrone per le munizioni;
•    coperta da campo;
•    vanga da fanteria con custodia in cuoio da portare al cinturone;
•    dal 1917, elmo d’acciaio di produzione tedesca o austriaca;
•    dal 1916, maschera antigas in cuoio con filtro frontale a cartuccia rimovibile.

Questo era l’equipaggiamento di un soldato di fanteria Landwehr. Per i soldati di montagna l’attrezzatura, oltre a quella descritta, comprendeva la piccozza, il bastone da montagna e la mantella alpina in panno con cappuccio e mostrine al bavero; quest’ultima rispetto al pastrano era più comoda in quanto il soldato poteva indossarla o toglierla, a seconda della necessità, direttamente sopra lo zaino e l’equipaggiamento.

Le armi

E le armi?
Come per l’equipaggiamento, anche le armi dei Landesschützen erano le stesse della fanteria Landwehr e dell’esercito imperiale: fucile Mannlicher M.95 a ripetizione manuale con calibro 8x50R a cinque colpi. Successivamente venne realizzata una carabina corta, detta Repetier-Stutzen, più maneggevole in montagna; altre armi individuali comprendevano la baionetta da fissare sul fucile e le bombe a mano. Anche le armi corte (pistole) erano le stesse della normale fanteria: pistole Steyr M.08 e M.12 e revolver Rast&Gasser M.98. Una speciale sciabola da truppe alpine, più corta di quelle normali, venne data in dotazione a ufficiali e sottufficiali dei Landesschützen ma durante il conflitto mondiale venne ben presto abbandonata. Le armi di reparto comprendevano la mitragliatrice Schwarzlose M.07 e la successiva M.07/12, protagonista della guerra in montagna, il cannoncino da trincea Skoda cal. 37mm e infine i lanciabombe leggeri.

A partire dal 1917 i Landesschützen vennero ribattezzati Kaiserschützen (“fucilieri imperiali”).
Questi compirono nel 1914-18, imprese che rimasero nella storia militare e della montagna per sempre. Salirono sulle vette e sui passi di confine con l’Italia occupati nei primi giorni di guerra dagli Standschützen, o Schützen (bersaglieri tirolesi), trasformarono molte di quelle vette in fortezze, costruirono strade e sentieri, teleferiche, linee telefoniche, depositi e magazzini laddove non c’erano che sassi e rocce.

Nel 1918, al momento dell’armistizio, il confine del Tirolo che i Landesschützen avevano così strenuamente difeso era in effetti praticamente inviolato. Era stata sconfitta l’Austria-Ungheria, ma non i suoi Kaiserschützen.

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