novembre 29 2017 0Comment

I Kaiserjäger

I Kaiserjäger, o per dire il nome completo kaiserlich und königlich Kaiserjäger (cacciatori imperiali), furono un’unità d’élite della fanteria austro-ungarica. Contrariamente a quanto si crede i Kaiserjäger non erano un reparto specializzato nella guerra in montagna bensì di fanteria leggera. Erano tiratori particolarmente abili armati di carabine rigate.

Nel 1802, al termine della guerra della seconda coalizione (1799-1802), un alleanza tra varie potenze europee per fermare le conquiste della Francia rivoluzionaria sul continente, l’imperatore Francesco II Asburgo-Lorena volle riorganizzare le forze armate dell’’esercito. Con l’ordinanza sulla formazione delle milizie l’imperatore decise di creare un reggimento di cacciatori capeggiato dal feldmaresciallo Jean-Gabriel, marchese di Chasteler. Dopo la cessione del Tirolo alla Baviera, nel 1805, il reggimento dei cacciatori fu sciolto. Il Congresso di Vienna del 1815 sancì la nascita dei cacciatori imperiali: il 1° Regiment Tiroler Kaiserjäger (1° Regg. cacciatori Tirolesi dell’ Imperatore). A differenza che negli altri reggimenti, nei Tiroler  Kaiserjäger potevano prestare servizio solo abitanti del Tirolo e del Voralberg. I primi impegni di questo nuovo reggimento risalgono al 1821 quando, nell’ambito della “Santa Alleanza” del Congresso di Vienna, si recarono a Rieti presso Roma. Nel viaggio di ritorno i soldati si fermarono a Mantova per riesumare e portare ad Innsbruck i resti d’Andreas Hofer, patriota nonché comandante delle milizie tirolesi insorte contro la Baviera nel 1809. Hofer oggi è sepolto nella Hofkirche a Innsbruck. Ma andiamo avanti. Nel 1831 i kaiserjager combatterono nei pressi di Rimini e nell’anno della rivoluzione sia del 1848 che nel 1859 intervennero nell’Italia settentrionale. Nel 1878 vennero impegnati nella occupazione della Bosnia Erzegovina. Nel 1895 il gran reggimento venne suddiviso in quattro reggimenti di Tiroler Kaiserjäger. Nella Prima guerra mondiale i reggimenti dei kaiserjager combatterono sul fronte russo in battaglie difficili e con numerose perdite.

Reggimenti Kaiserjäger nel 1914

Primo reggimento
•    Comandante: Oberst Guido Novak von Arienti
Nazionalità: 58% tedeschi – 38% trentini – 4% altri
Commando / I. / II. Battaglione a Trento (Trient)
III. Battaglione a Levico (Löweneck)
IV. Battaglione a Innsbruck

Secondo reggimento
•    Comandante: Oberst Alexander Brosch Edler von Aarenau
Nazionalità: 55% tedeschi – 41% trentini – 4% altri
Commando / I. / II. Battaglione a Bolzano (Bozen)
III. Battaglione a Merano (Meran)
IV. Battaglione a Bressanone (Brixen)

Terzo reggimento
•    Comandante: Oberst Heinrich Vonbank
Nazionalità: 59% tedeschi – 38% trentini – 3% altri
Commando/ II. / III. Battaglione a Rovereto (Rofreit)
I. Battaglione a Riva del Garda (Reif am Gartsee)
IV. Battaglione a Trento (Trient)

Quarto reggimento
•    Comandante: Oberst Ernst Dietrich
Nazionalità: 59% tedeschi – 38% trentini – 3% altri
Commando / III. Battaglione a Trento (Trient)
I. Battaglione a Mezzolombardo (Welschmetz)
II. Battaglione a Mezzocorona (Kronmetz)
IV. Battaglione a Hall in Tirolo

Dopo la dichiarazione di guerra dell’Italia all’Austria-Ungheria, avvenuta il 23 maggio del 1915, i reggimenti si spostarono sul fronte meridionale, dove riuscirono a mantenere le proprie posizioni, con spirito di sacrificio, fino alla fine della guerra. Principali campi di battaglia di questi scontri, da ricordare, sono il Col di Lana nelle Dolomiti, il Pasubio e il fronte dell’Isonzo. La divisa dei kaiserjäger era di colore blu-grigio con bottoni in metallo giallo. All’attaccatura superiore della spalla vi era una spallina verde che serviva a trattenere la correggia della carabina; di colore verde erano anche il colletto, il paramani, le controspalline e le filettature. Due cordoni di lana verde con ghiande appese al lato sinistro del petto erano un giudizio sulla bravura nel tiro del soldato. In testa i kaiserjäger portavano un cappello nero a larghe tese ripiegate sul fusto; dopo il 1821, sull’ampia ala sinistra, venne applicato un corno da caccia in metallo giallo con inserita l’aquila tirolese mentre lateralmente un ciuffo di penne nere completava il cappello.

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