novembre 29 2017 0Comment

Forte Lisser

Si trova nel territorio comunale di Enego, in provincia di Vicenza, sulla sommità rotondeggiante dell’’omonimo monte, a quota 1633 m. pressoché sul ciglio orientale dell’Altopiano dei Sette Comuni. Quest’opera parte dello Sbarramento Brenta-Cismon.
Venne costruito tra il 1911 e il 1912 ed aveva il compito di sbarrare l’accesso alla Valsugana orientale in caso di attacco nemico. Dato che l’avanzata in Valsugana aveva portato distante la linea del fronte, all’inizio del conflitto, forte Lisser venne disarmato. Successivamente, a seguito della ritirata italiana, venne fatto saltare per non lasciarlo agli austriaci che avanzavano. Durante la famosa Strafexpedition (ossia Offensiva di primavera) venne gravemente danneggiato; l’8 giugno 1916 vennero bombardate tre cupole del forte da alcuni colpi da 305 mm, risultando per gli austro-ungarici oramai inutilizzabile.
L’armamento della struttura era composta da 4 cannoni da 149 A in cupole girevoli corazzate dallo spessore di 180 mm, 4 cannoni da 149 G e 4 da 75 A, 4 mitragliatrici in postazioni blindate e altre 2 sui fianchi.

Il forte era costruito parzialmente seminterrato e, dal lato esposto, era costituito da due piani. Alla sommità si trovavano le cupole coi cannoni mentre in una postazione rialzata vi erano le mitragliatrici. All’interno si trovava una polveriera, separata dal complesso centrale, un osservatorio mentre sul fianco destro al livello del suolo, si trovava la centrale elettrica con relativo generatore. All’esterno era presente inoltre un fossato di gola, oggi ostruito da detriti, mentre il ponte che lo attraversava non esiste più. Entrando attraverso l’ingresso opposto al portone si arrivava al sotterraneo e a sinistra si giungeva ai rifugi. Una scaletta portava al sistema di protezione del fossato di gola sinistro dove è possibile osservare una postierla coperta da una volta ( qui vi erano due posti di servizio per il montacarichi). Dalla base del montacarichi partiva un passaggio lungo circa 30 metri (si possono riconoscere dove correvano le rotaie dei carrelli portamunizioni ) che portava, dopo una svolta a destra, alla polveriera, vero fiore all’occhiello dell’edilizia italiana; una piattaforma girevole nell’angolo convogliava i carrelli nella giusta direzione.

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