aprile 25 2016 0Comment

Forte di Sommo Alto

Il forte in un’immagine dell’epoca

Il forte di Sommo Alto (in ted. Zwischenwerk Sommo), situato a 4 km da Folgaria ad un’altitudine di 1.613 m slm, presso il passo Coe, apparteneva, come il vicino forte Cherle, allo sbarramento Folgaria.
Venne progettato dal Capitano dello Stato Maggiore del Genio Schönherr e costruito tra gli anni 1911-1914, con un costo di 982.000 corone austriache (armamento escluso), con la principale funzione di fungere da collegamento tra i forti Sebastiano (o forte Cherle) e Dosso del Sommo (o forte di Serrada), ma anche per tener sotto controllo il passo Coe.
Veniamo ora alla struttura e all’armamento.
Disposto su tre piani di cui uno solo in superficie, come si vede dalla sezione a fianco, era dotato di tre cupole, due delle quali girevoli armate con cannoni da 105 mm, e l’altra con funzione di osservatorio girevole armato con mitragliatrice. Oltre alle tre cupole il forte comprendeva quattro postazioni corazzate avanzate (18 postazioni di mitragliatrice), che si potevano raggiungere attraverso un sistema di gallerie, una delle quali lunga a 170 metri.
L’entrata principale nel fronte di gola era protetta da un corpo sporgente, avente sulla sua copertura una casamatta metallica fissa per due mitragliatrici ed al piano superiore un diottrico comunicante con il forte Dosso del Sommo. All’interno il corridoio del piano inferiore era prolungato verso sud da una galleria, lunga un centinaio di metri che si biforcava al suo estremo; essa conduce da una parte ad un fortino armato con due casematte metalliche fisse mentre dall’altra a una casamatta per due mitragliatrici.

Una sezione del forte

L’approvvigionamento idrico del forte era garantito da due cisterne da 380 ettolitri l’una, alimentate da un acquedotto attraverso un apparato di pompaggio.Per comunicare con i vicini forti Sebastiano e Dosso del Sommo oltre alle normali linee telefoniche si usava un metodo di segnalazione ottica a codice Morse, ma con codifica modificata.
A comandare il forte fu il capitano Rudolf Kalifius, con una guarnigione di 6 ufficiali e 162 uomini di truppa.
Il forte ebbe la sua principale funzione durante il conflitto nel maggio 1916 (“Battaglia degli Altipiani” o “Offensiva di Primavera” o Strafexpedition), quando fu utilizzato per appoggiare l’avanzata austriaca, bombardando monte Maronia e Costa d’Agra. Nonostante il forte sia stato sporadicamente colpito dall’artiglieria, non subì mai veri e propri attacchi da parte delle fanterie italiane, e in prossimità della ritirata, nel novembre 1918, il forte aprì il fuoco contro le linee nemiche fino all’esaurimento delle munizioni.
Con il Decreto Regio n. 1882 del 12 agosto 1927 il forte fu radiato dalle opere militari per poterne recuperare il ferro. Il 1° gennaio 1932 fu dato in concessione al comune di Folgaria per 29 anni (con un canone mensile di 150 lire), e successivamente venduto dal demanio militare al comune di Folgaria; venne risistemato e riaperto al pubblico su iniziativa del Presidente degli Alpini di Folgaria e dal Battaglione Pionieri del Genio Aorta di Trento.

Immagini tratte da http://www.fortificazioni.net

Immagine di testata tratta da: Trentino Grande Guerra

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