marzo 28 2018 0Comment

Erich von Falkenhayn

Erich von Falkenhayn (1861-1922), è stato un generale tedesco, capo dello Stato Maggiore generale, durante la Prima guerra mondiale.

Nacque nel 1861 da una famiglia di junker, l’aristocrazia terriera della Prussia. Inviato presso la missione militare tedesca in Cina, e nominato istruttore della scuola militare di Nankow, Falkenhayn si distinse nella repressione della rivolta dei Boxer. Successivamente servì a Braunschweig, Metz, e Magdeburgo, salendo costantemente di grado. Promosso colonnello nel 1908 e Maggior Generale quattro anni dopo, nel 1913 venne nominato Ministro della guerra, ruolo per cui fu uno dei principali attori nella genesi della Prima guerra mondiale.
Pur essendo tra quelli che non presupponevano allora una guerra totale, fu tra coloro che spinsero il Kaiser Guglielmo II alla dichiarazione di guerra. Dopo la battaglia della Marna, il 14 settembre 1914, Falkenhayn succedette a Moltke come capo di Stato Maggiore. Trovandosi a fronteggiare il fallimento del Piano Schlieffen (piano strategico concepito nel 1905 in previsione di una guerra su due fronti, ad est contro la Russia e ad ovest contro la Francia e la Gran Bretagna), Falkenhayn tentò di aggirare le forze francesi e britanniche attraverso una serie di scontri condotti tra la Francia settentrionale ed il Belgio allo scopo, così, di raggiungere la costa del mare del Nord. Il tentativo tedesco fu, però, bloccato dai britannici ad Ypres.
Falkenhayn optò per una strategia offensiva sul fronte occidentale conducendo parallelamente sul fronte orientale una campagna di dimensioni limitate, nella speranza che la Russia avrebbe accettato più facilmente una pace separata se non fosse stata troppo umiliata; questo lo portò in conflitto con il feldmaresciallo Paul von Hindenburg e l’abile capo di Stato Maggiore generale Erich Ludendorff, entrambi favorevoli invece ad una massiccia offensiva ad Oriente.

Confidando nel fatto che le notevoli perdite avrebbero consigliato i governi europei a porre fine alla guerra o che le perdite sarebbero state maggiori per la Francia che non per la Germania, Falkenhayn decise di pianificare una gigantesca battaglia d’attrito a Verdun all’inizio del 1916. Sebbene molti soldati persero la vita nessuno dei suoi presupposti si verificò dal momento che l’Intesa fu in grado di rimpiazzare adeguatamente le perdite, al contrario della Germania. Dopo il fallimento di Verdun e i contrasti con Ludendorff e Hindenburg, Falkenhayn venne sostituito proprio da quest’ultimo. Assunse così il comando della 9ª Armata in Transilvania lanciando in agosto un’offensiva congiunta con Mackensen contro la Romania la quale subì non solo l’invasione austro-tedesca, ma anche quella bulgaro-ottomana da sud; i soldati romeni furono così costretti a ritirarsi. Il 5 dicembre Falkenhayn occupò la capitale romena, Bucarest, nella quale morirono 350.000 soldati romeni mentre il rimanente esercito si rifugiò sulle montagne della Moldavia. La Romania si arrenderà definitivamente il 9 dicembre 1917: Falkenhayn aveva così condotto la più grande vittoria degli imperi centrali. A seguito di questo successo, gli venne affidato il comando militare della Palestina dove però non riuscì ad impedire ai britannici del generale Allenby di conquistare Gerusalemme nel dicembre 1917. Riuscì invece ad opporsi al piano turco di scacciare tutti gli Ebrei dalla Palestina.
Nel febbraio del 1918 venne nominato comandante della 10ª Armata in Bielorussia, ruolo che tenne sino alla fine della guerra. L’anno dopo venne messo a riposo e si ritirò a vita privata. Scrisse numerosi libri sulla guerra, saggi di strategia, ed anche un’autobiografia.

Falkenhayn fu per molti versi l’emblema del generale prussiano, ovvero di un militare dotato di grandi capacità politiche e militari ma insofferente nei riguardi della democrazia e della rappresentanza parlamentare. Nonostante questo, tutte le fonti indicano che fu un uomo ed un militare leale, onesto e scrupoloso anche se non è facile accostare un atteggiamento del genere alla figura del freddo pianificatore della battaglia di Verdun.

marco

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