dicembre 04 2017 0Comment

Cesare Battisti

Assieme a Guglielmo Oberdan, Damiano Chiesa, Fabio Filzi, Francesco Rismondo e Nazario Sauro è considerato tra le più importanti figure della causa dell’irredentismo italiano ed eroe nazionale.

Nacque nel 1875 a Trento, città ancora facente parte dell’Impero austro-ungarico, dove compì i primi studi, integrandoli con letture personali, spesso a carattere nazionale e patriottico. Si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza di Graz e contemporaneamente all’Università degli Studi di Firenze dove frequenta i corsi della facoltà di Lettere e Filosofia. Nel 1899 sposa Ernesta Bittanti. Mantiene i contatti con l’ambiente studentesco trentino, sostenendo l’associazione di stampo socialista “Società Studenti Trentini” che chiedeva una libera università italiana in Austria.
Battisti, assieme alla moglie, ritorna nella sua città dove fonda la rivista scientifica Tridentum; pubblica inoltre alcune apprezzate Guide di Trento e di altri centri della regione e l’importante volume Il Trentino.
Nel 1900 fonda il giornale socialista Il Popolo, del quale diviene proprietario, e quindi il settimanale illustrato Vita Trentina, entrambi stampati presso la nuova attività assieme a molte altre opere geografiche e sociologiche. Desideroso di combattere per la causa trentina con la politica e farla valere dall’interno, nel 1911, prende il posto di un deputato socialista (che aveva dato le dimissioni), al Reichsrat, il parlamento di Vienna. Tre anni dopo entra come deputato per il Trentino nella Dieta di Innsbruck.
L’8 agosto del 1914 sottoscrisse un appello al Re Vittorio Emanuele III chiedendo l’intervento armato dell’Italia per liberare le cosiddette ‘terre irredente’. Il 26 aprile del 1915 venne firmato il Patto di Londra ed il 24 maggio l’Italia entrava in guerra contro l’Austria. Battisti si arruolò volontario nelle file dei soldati italiani mettendo a servizio dell’’esercito le sue conoscenze della geografia trentina e combattendo gli Austriaci sul fronte dell’’Adamello.
Durante la famosa Strafexpedition (15 maggio – 15 giugno 1916), al comando di una compagnia di alpini, fece parte di quel manipolo di eroi che difese il passo Buole (le Termopili d’Italia); ferito, non volle allontanarsi dalla prima linea e continuò a combattere fra i suoi soldati, unendosi poi a quelli del massiccio del Pasubio. Nella notte dal 10 all’11 luglio, sul monte Corno, in uno scontro con forze tirolesi, Battisti fu fatto prigioniero. Portato a Trento assieme a Fabio Filzi, suo amico e compagno d’armi, venne rinchiuso nelle segrete del Castello del Buonconsiglio, al tempo adibito a caserma delle truppe austro-ungariche. Venne condannato dal tribunale militare per alto tradimento; nel tardo pomeriggio del 12 luglio 1916, nella Fossa della Cervara, sul retro del castello, venne eseguita la condanna per impiccagione. Battisti affrontò il processo, la condanna e l’esecuzione con animo sereno, fierezza e con grande coraggio. Secondo la versione accreditata dalla storiografia italiana morì gridando in faccia al carnefice ed ai numerosi spettatori « Viva Trento italiana! Viva l’Italia!».
Cesare Battisti è ricordato nel canto popolare italiano La canzone del Piave, citato assieme a Nazario Sauro e Guglielmo Oberdan.

marco

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